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giovedì 16 giugno 2011

Lezione 16/06/2011

Parole Chiave:
-Ponte
-Arco
-Calcestruzzo
-Vento
"Rampa Interna del Lingotto, Torino"
Riprendiamo il discorso esattamante da dove l'avevamo interrotto, ovvero parlando di ponti. L'evoluzione di queste costruzioni è stata lenta ma costante. I ponti erano conosciuti ed utilizzati già dagli antichi romani, ma con il tempo hanno cambiato notevolmente la loro funzione. Essi infatti li utilizzavano per trasportare l'acqua: stiamo parlando ovviamente dei famosi acquedotti romani, di cui il già citato Pont du Gard ne è un perfetto esempio. Questi ponti, utili per superare valli o torrenti mantenendo sempre in piano lo scorrere dell'acqua, erano dapprima formati da diversi piccoli archi, per trasformarsi poi, intorno al Cinquecento medioevale, in ponti appoggiati su due sole spallette con l'arco costruito grazie ad una centina a tutto sesto.
Possiamo quindi prendere sotto esame i ponti di una città ricca di storia quale è Roma. Notiamo così che i ponti evolvono con il passare degli anni e che a parità di freccia riescono ad avere una luce sempre maggiore. Pensiamo ad esempio al Ponte Risorgimento, costruito per l'Esposizione dell'11 e fatto di calcestruzzo armato, così da poter resistere alla componente di trazione della flessione. Ma facciamo un passo alla volta.
"Ponte Elio (Sant'Angelo), Roma"
Prima di tutto: cos'è il calcestruzzo? Dire che è una sorta di cemento è riduttivo, poiché esso ne è solo uno dei componenti. Il calcestruzzo è infatti un accurato miscuglio di cemento, acqua, sabbia ed inerti di diversa dimensione. Puntualizziamo però che l'idea di aggiungere del metallo per migliorare le scarse proprietà di alcuni materiali era già stata pensata nel Settecento. Negli ultimi anni dell'Ottocento François Hennebique brevettò l'omonimo sistema, che raccoglieva le idee fondamentali del suo autore, e sul quale egli costruì un vero e proprio impero imprenditoriale. Il grande successo del calcestruzzo venne decretato anche dal fatto che venne pubblicizzato come materiale anti-incendio.
"The Britannia Bridge"
In seguito la creazione di funi metalliche intrecciate permisero la costruzione di ponti come quello ferroviario sullo stretto del Menai, il Britannia Bridge con una luce estremamente ampia tra le spalle ed una freccia molto alta, così da poter far passare l'albero delle navi senza problemi.
In Francia sotto il regno del Re Sole Luigi XIV si decise che Parigi sarebbe dovuta essere facilmente raggiungibile da tutta la Francia. Così si creò una rete fittissima di strade e ponti che convogliavano nella capitale. Fu inoltre creata una scuola per formare gli ingegneri e renderli capaci di costruire ponti sempre migliori. I risultati furono ottimi, come dimostrano i numerosi ponti parigini sulla Senna.
"Luigi XIV, Re Sole"
Più avanti, anche in modo doloroso, si capì l'importanza di includere l'imprevista azione orizzontale del vento nei calcoli strutturali, essendo l'aria il carico maggiore che una struttura deve sopportare. Bisogna infatti considerare il tutto non solo dal punto di vista statico, ma anche dinamico. Ogni corpo ha infatti la propria frequenza di risonanza. Se un corpo entra in risonanza non può succedere nulla di buono (in basso lo strabiliante video del Tacoma Bridge, guardare per credere!). Proprio per questo motivo quando passano sui ponti i militari rompono il passo di marcia.
Vi lascio inoltre il video della puntata de "I SIMPSON", Marge Contro La Monorotaia, stagione 4 episodio 10, in cui si fa vedere in modo molto comico, come al solito, cosa può succedere se non si usano dei materiali adatti nella costruzione di qualcosa di delicato come ponti o treni.

Collasso del Tacoma Narrows Bridge

giovedì 9 giugno 2011

Lezione 09/06/2011

Parole Chiave:
-Istituzioni
-Galileo Ferraris
-Elettricità
-Infrastruttura
-Metallurgia
"Galileo Ferraris"
Vediamo ora cosa succede nell'Ottocento in ambito tecnologico. Innanzitutto nascono due nuovi tipi di istituzioni: una basata sulla creazione della conoscenza, l'altra sull'accrescimento della conoscenza. Per la prima è il caso di Galileo Ferraris, illustre capostipite di quell'istituzione. I suoi studi si basarono principalmente sulle varie forme di energia, tanto che la sua tesi di laurea si basava su un sistema di funi per il trasferimento di energia meccanica dalla fonte. Ben presto però si rende conto che il futuro si basa sull'elettricità. Così passò gran parte del suo tempo a studiare i trasformatori a corrente alternata. Sviluppò inoltre il primo motore ad induzione, che funzionava a bassa tensione, chiudendo così il "cerchio" di utilizzo elettrico.
"Disegno Stramazzi di un Fiume"(Prof. V.Marchis)
Egli visse, studiò e lavorò a Torino, città in cui nacquero anche diversi laboratori scientifici. Uno di questi era il Laboratorio di Esperienze Idrauliche, che effettuava misure idriche, vista l'importanza dell'acqua dei fiumi in Piemonte. Diversi laboratori, tra cui quello idrico, furono poi spostati al Castello del Valentino, riunendo così conoscenze diverse in un'unica struttura. Qui verranno poi mostrate alcune scoperte tecnologiche, proprio grazie alle esposizioni.
"Motore a Induzione di Ferraris"
La nuova infrastruttura che si andò a sviluppare nell'Ottocento fu proprio l'elettricità, non solo grazie a Galileo Ferraris, ma anche per merito di grandi nomi come Thomas Alva Edison e Nikola Tesla. L'altra importante infrastruttura, come abbiamo detto, è la rete ferroviaria, la quale ridusse notevolmente le distanze tra i diversi paesi.
La ferrovia riuscì a svilupparsi grazie all'abbondanza di carbone e materiali metallici come ferro e ghisa. In seguito si scoprirono diverse tecniche per l'impoverimento della ghisa, per ottenere così l'acciacio. Inoltre metalli prima considerati preziosi, come l'alluminio, diventarono di uso comune, poiché vennero utilizzati nell'industria.
"L'Evoluzione della Bicicletta"
Questo grande miglioramento nella metallurgia dimostra che nell'Ottocento ci fu una grande attenzione per la scienza dei materiali. Nacquero poi gli pneumatici, che portarono allo sviluppo della bicicletta, il primo vero mezzo di trasporto di massa.

Scene Tratte da "Acciaio", Walter Ruttmann (1933)

mercoledì 1 giugno 2011

Lezione 01/06/2011

Parole Chiave:
-Infrastruttura
-Trasporti
-Ferrovia
-Telegrafo
"Locomotiva Rocket"
Oggi abbiamo trattato un nuovo aspetto della rivoluzione industriale, la quale ci fa traghettare dal Settecento all'Ottocento, ovvero la delocalizzazione della società industriale rispetto alla posizione della risorsa primaria, grazie alla creazione di vere e proprie città industriali. Questo sarebbe stato impossibile senza lo sviluppo delle infrastrutture, mezzo tecnologico che supporta il trasporto di risorse di ogni tipo.
Nell'antichità le prime infrastrutture sono le vie d'acqua, come i canali artificiali o i bacini, le quali furono presto seguite dalle strade. Dal trasporto di massa si passò al trasporto di energia, utilizzando prima l'acqua stessa come fonte di energia (vedi immagine), per arrivare poi al trasporto di elettricità.
"Disegno Canali Artificiali" (prof. V.Marchis)
Con lo sviluppo delle macchine a vapore (dette anche "a fuoco") nasce una nuova e importante infrastruttura: la rete ferroviaria.
In Italia, come al solito, la nuova tecnologia arriva con qualche anno di ritardo. Uno dei principali fautori della ferrovia italiana fu Pietro Paleocapa, il quale ebbe la grande idea di unire Torino a Genova.
"Telegrafo Ottico di Chappe"
Un'altra importante infrastruttura è quella che trasporta "informazione". La prima fu il telegrafo. Claude Chappe inventò il primo telegrafo ottico in cui, a differenza del sistema master-slave l'informazione viaggia in entrambi i sensi, anche a grandissime distanze. Il problema più grande infatti era proprio il "come" far viaggiare l'informazione.
Torniamo alle ferrovie. Anche se intorno all'anno 1860 l'Italia aveva una discreta rete ferroviaria, specialmente al nord, non era nemmeno lontanamente paragonabile con quella della Francia, per esempio, che già in quell'anno aveva una vastissima infrastruttura che si ramificava in tutta la nazione.
"Binari Ferroviari"
Appena una decina d'anni dopo (1871) venne realizzato il primo tunnel ferroviario che collega l'italia alla Francia: il traforo del Frejus, vicino a Bardonecchia. Questa grandiosa opera comportò un grande sviluppo della topografia. Fu inoltre utilizzata una nuova macchina, la perforatrice di Sommelier. Macchine come questa sono potute essere prodotte grazie a nuove scoperte tecnologiche; primo tra queste la scoperta del processo di vulcanizzazione del caucciù. Sommelier comprese inoltre che i treni avrebbero dovuto viaggiare in piano, o con un'inclinazione di massimo 1°, nonostante l'invenzione dei binari ad aderenza migliorata.
Oggi abbiamo inoltre visto un mini-documentario intitolato "Un Secolo In Movimento", diviso in due parti: "La Rivoluzione dei Trasporti" e "Macchine da Guerra". A questo proposito vi lascio il primo di questi due video. Godetevelo!

La Rivoluzione dei Trasporti - Parte 1

La Rivoluzione dei Trasporti - Parte 2

La Rivoluzione dei Trasporti - Parte 3

giovedì 19 maggio 2011

Lezione 19/05/2011

Parole Chiave:
-Progresso
-Esplorazione
-Benessere
"Foglie di Green Tea"
La lezione odierna è stata occupata al 90% dalla visione di due video. Il primo parlava di alcune tra le più importanti personalità della rivoluzione industriale d'oltremanica. Tra questi Richard Arkwright, James Watt, Adam Smith e Joseph Marie Jacquard. Nel secondo invece si è parlato prima di materie prime, alcune d'importazione, oltre a parlare di altri importanti volti a cavallo tra Settecento e Ottocento, come Abraham Darby, John Wilkinson, William Smith, James Cook, J.Banks.
Questi video ci hanno insegnato che la rivoluzione industriale ha avuto molti ingredienti, molte cause scatenanti ed una marea di conseguenze, tra tra le quali possiamo includere che all'inizio del Settecento ci fu un incremento del benessere. Così ci fu un grande aumento demografico (tanto che in Inghilterra la popolazione passò da 6.000.000 a 15.000.000 in pochi anni), il che causò la necessità di svilupparsi ancor di più, provocando un ulteriore aumento del benessere, oltre che della vita media. La rivoluzione venne causata anche dalle grandi esplorazioni del XVIII secolo, provocate proprio dalla ricerca del benessere. Proprio in questo periodo furono importate tante materie prime dall'Asia e dall'Oceania, come il tea, la porcellana, il cotone e lo zucchero.

La Rivoluzione Industriale Inglese - Parte 1

La Rivoluzione Industriale Inglese - Parte 2

La Rivoluzione Industriale Inglese - Parte 3

mercoledì 18 maggio 2011

Lezione 18/05/2011

Parole Chiave:
-Imprenditore
-Cotone
-Moda
-Macchine Tessili
-Enciclopedia
"Germoglio di Cotone"
Abbiamo rimarcato, durante la scorsa lezione, il grande progresso subito dall'industria. La complessità raggiunta dalle fabbriche richiese sempre più la presenza di un imprenditore, qualcuno cioè che sapesse investire bene, dividendo ora il suo capitale al 50% tra materie prime e complesse macchine, forzando così la rivoluzione industriale.
Come abbiamo già detto la rivoluzione industriale scoppiò in Inghilterra, sospinta dalla fine di una possente guerra civile, dopo la quale si formò una nuova nobiltà, più giovane, alla quale ci si poteva accedere per meriti militari o scientifici.
La rivoluzione si scatena specialmente in ambito tessile. In questo periodo infatti venne importata dall'Egitto una nuova materia prima: il cotone. I vantaggi principali di questa fibra rispetto alla lana sono il basso prezzo, una fibra più fine e la facilità nella colorazione, mentre presenta lo svantaggio di una elevata difficoltà nella filatura. Nacque così l'esigenza di creare nuove macchine che riuscissero a filare una grande quantità di cotone. Grazie a queste scelte la società industriale inventò la moda, secondo cui un vestito non doveva più durare tanto come prima. Si iniziò quindi a guardare non solo alla produzione (calcolata in unità prodotte nell'unità di tempo), ma anche alla produttività (produzione sul numero di addetti).
Tutto ciò venne teorizzato da Adam Smith, filosofo ed economista scozzese del Settecento, che nel 1776 pubblicò la sua opera "Indagine sulla Natura e le Cause della Ricchezza delle Nazioni", in cui dice che la ricchezza sta nella capacità di produrre ricchezza, quindi alla capacità di innovare. Egli denota inoltre l'importanza del macchinismo e della formazione professionale per razionalizzare la produzione. Si è detto inoltre che il vero protagonista della rivoluzione industriale fu l'orologio, che cambiò per davvero lo stile di vita lavorativo. A questo proposito vi lascio a fondo pagina un video del famoso film "Modern Times" di Charlie Chaplin.
"Jacquard Loom"
Dopo uno zoom su diverse macchine tessili della rivoluzione industriale come l'arcolaio, la navetta volante (John Kay, 1733), lo spinning jenny (James Hargreaves, 1765), il water frame (Richard Arkwright, 1768), il mule jenny (Samuel Crompton, 1779) ed il telaio per nastri a disegno (1780), abbiamo trattato il jacquard loom (telaio jacquard), costruito da Joseph Marie Jacquard nel 1801. Egli riuscì ad automatizzare il telaio per nastri a disegno per mezzo di schede forate, causando così un enorme aumento di produttività. Il punto debole di questa macchina però stava proprio nelle schede forate che si usuravano molto facilmente. Daniel Defoe, famoso per "Robinson Crusoe", all'inizio della sua carriera era un giornalista e scrisse molto sull'industria e, in particolare, su quella tessile.
Nel Settecento scoppiò un fenomeno noto come illuminismo, durante il quale prese piede un nuovo genere letterario, l'enciclopedia, cioè una raccolta globale di informazioni che stanno alla base del sapere. Una delle più importanti è l'opera dell'inglese Ephraim Chambers, "Cyclopaedia" (1728), chiamata anche "An Universal Dictionary of Arts and Sciences". Questa è infatti la prima enciclopedia in ordine alfabetico. Come spesso è successo nella storia la Francia corse ai ripari con le opere di Diderot e D'Alambert, i quali scrissero un vero e proprio dizionario ragionato.

Charlie Chaplin - Modern Times (Tempi Moderni)

mercoledì 11 maggio 2011

Lezione 11/05/2011

Parole Chiave:
-Seta
-Commercio
"Bozzoli del Baco da Seta"
 La lezione di oggi si è accentrata sulla seta, argomento particolarmente importante nella storia dal punto di vista tecnologico e commerciale. La seta che noi tutti conosciamo si ricava dai bozzoli formati dal baco da seta quando compie la sua metamorfosi in farfalla. Ognuno di questi bozzoli è formato da un filo unico, ciascuno dei quali può arrivare alla lunghezza di 1100m.
Come ben sappiamo con la seta si fanno dei bellissimi (e costosi) tessuti, ma perchè ciò sia possibile bisogna torcere più fili tra loro, poichè il singolo filo sarebbe troppo fragile per resistere all'usura, poi intrecciare più fili torti tra loro affinchè stiano insieme per attrito, formando così il tessuto. Fino all'anno 1000 circa la seta si filava a mano attorno ad un fuso, con una tecnica simile a quella usata per la filatura della lana. A partire dall'XI secolo invece fu usata una nuova macchina, chiamata arcolaio, in cui il fuso viene sostituito da un rocchetto. Questa macchina è particolarmente importante poichè rappresenta la prima applicazione pratica del sistema biella-manovella (a differenza del meccanismo manovella-biella, gia noto dall'antichità).
"L'Arcolaio"
La seta è sempre stata al centro dell'interesse della società, basti pensare che al tempo dei Romani i beni di riferimento erano tre: l'oro, l'argento e la seta, appunto. Sembra quindi ovvio che già da migliaia di anni orsono si siano cercate le migliori tecniche per ottenere la seta, ma si sono presentati diversi problemi a cui l'ingegno ha dovuto porre rimedio. Il primo ostacolo che è stato incontrato, dopo essere riusciti a reperire le materie prime, è stato quello di "srotolare" il bozzolo lasciando integro il sottile filo di seta. Inoltre si sarebbe dovuto srotolare prima che l'insetto al suo interno lo danneggiasse. Per questo in Cina ed in Giappone furono create numerose tecniche, come la trattura della seta (sulla quale allego un video a fondo pagina), che però furono note in Europa solo dopo i viaggi di Marco Polo. Era inoltre molto complicato torcere la seta, per cui venne inventata una macchina, il torcitoio, descritto anche da Vittorio Zonca nel suo "Teatro di Macchine".
Comunque l'industria della seta non spiccò immediatamente il volo, poichè furono necessari secoli di esperienze (spesso fallimentari) alle spalle, e numerose conoscienze gelosamente costudite sotto segreto industriale dai lavoratori del setificio. Anche l'Italia ebbe un ruolo centrale nello sviluppo dell'industria della seta, tanto che il Piemonte nel Settecento, economicamente parlando, era leader europeo nel settore.

La Trattura della Seta: Tecnica Moderna

Video Bellissimo

Qualche giorno fa, mentre guardavo una puntata de "IL SENSO della VITA" ho sentito un bellissimo racconto che ci fa capire come noi tutti dipendiamo dalla tecnologia, a partire dalle cose più basilari. Thomas Thwaites ci racconta infatti come è riuscito a costruire un semplice tostapane. Fantastico!! Vi lascio il link del video QUI, in italiano dal sito ufficiale, ma per sicurezza vi lascio anche un altro video alla fine del post (solo per chi mastica un po' l'inglese).
Fa inoltre molto piacere il suo riferimento a Georgius Agricola ed al suo De Re Metallica, trattato a lezione.

Thomas Thwaites: How I Built a Toaster

mercoledì 4 maggio 2011

Lezione 04/05/2011

Parole Chiave:
-Nuova Scienza
-Metalli
-Fisica
-Isaac Newton
"Isaac Newton"
Torniamo al discorso "stampa". Abbiamo detto nelle scorse lezioni che Gutenberg riusci nell'impresa a metà del Quattrocento grazie ad un grande progresso della scienza tecnologica, passando sempre più dal mondo del pressapoco all'universo della precisione.
Uno dei progressi fondamentali fu quello nel campo della metallurgia. L'arte dei metalli ha inizio all'alba del Cinquecento, venendo formalizzati con una sorta di "ricettari" che ricordano quelli dell'alchimia. Ne è un esempio la tabula affinitatum che presenta le varie interazioni tra diverse sostanze. I primi "ricettari", che erano tedeschi, si chiamavano Bergbuchlein.
A metà del Cinquecento iniziano a comparire i primi trattati di metallurgia, ben diversi dai teatri che erano testi rivolti ai potenti. Importante il De Re Metallica di Georg Bauer (in arte Georgius Agricola), trattato molto completo che diventò un vero e proprio libro di testo per le scuole di metallurgia.
A partire dalla seconda metà del Cinquecento inizia ad operare Galileo Galilei. Egli comincia studiando medicina, poi si sposta di città in città per studiare ed insegnare, prestando poi attenzione agli studi ingegneristici, a partire dalla resistenza dei corpi. A quei tempi si diceva che la società si fondava su tre pilastri fondamentali: la nobiltà, il clero e l'esercito. Francesco Bacone disse per primo che si dovrebbe aggiungere una quarta classe fondamentale: quella degli scienziati. Galileo fu inoltre il primo a scoprire (o meglio a capire) la non linearità dei risultati fisici. Basti pensare che il volume varia con la terza potenza della lunghezza, mentre la superficie con la seconda. Egli stesso fece il famoso esempio dell'osso per far comprendere che non tutto segue le leggi della proporzione. Così nacque la nuova scienza: la fisica.
"Galileo Galilei"
Se parliamo di fisica classica però non possiamo non parlare del suo maggiore esponente: Sir Isaac Newton (1642-1727), un uomo che dedicò la propria vita agli studi. Infatti è a lui che si devono tutte le attuali tecnologie basate sulla meccanica classica (e non quella quantistica di Einstein). Egli, stimolato dalla sua storica nemesi Robert Hook, ebbe la brillante idea di osservare il sistema solare per trarre delle conclusioni fisiche sulla gravità e la forza. Newton, anche se con molta riluttanza, nel 1687 pubblica il Principia Mathematica, forse il trattato più importante di sempre, in cui ci regala i tre principi fondamentali su cui ancora oggi si basa la fisica classica. Nonostante il grande successo (fu addirittura eletto baronetto dalla Regina Anna) egli conservò sempre la sua modestia. Disse infatti, probabilmente riferendosi a Keplero e Galileo, che "Se ho visto più lontano, è perchè stavo sulle spalle dei Giganti.".
Su di lui a lezione abbiamo visto un bellissimo video-documentario che ne mostrava la biografia completa, i cui link sono qui in basso.

Isaac Newton - Parte 1

Isaac Newton - Parte 2

Isaac Newton - Parte 3

Isaac Newton - Parte 4

Isaac Newton - Parte 5

giovedì 28 aprile 2011

Lezione 28/04/2011 (Assenza del prof. V.Marchis)

Parola Chiave:
-Gotico
"Gargoyle su Notre-Dame de Paris"
Oggi, nonostante l'assenza del nostro professore, non siamo rimasti con le mani in mano. Abbiamo infatti guardato un interessante video-documentario riguardante il gotico: uno studio sulla costruzione delle cattedrali componente per componente, passo per passo, di dettaglio in dettaglio, con approfondimenti riguardanti l'importanza che hanno avuto per la società (come l'elevazione della figura femminile), le ragioni che hanno spinto alla loro costruzione e diffusione, le conseguenze che hanno portato, gli importanti progressi tecnologici, ma non trascurando il lato artistico, sia all'esterno che all'interno, o a particolarità come la loro musicalità. Da far notare che è stata data particolare attenzione a quella cattedrale che può essere considerata la più bella di tutte: Notre-Dame de Paris.
Senza dilungarmi oltre voglio sottolineare che è stato interessante e soddisfacente osservare i numerosi cenni e riferimenti ad argomenti trattati a lezione come l'abate Suger, il crollo della cattedrale di Beauvais e l'arco rampante.
"Interno di Notre-Dame de Paris"

giovedì 14 aprile 2011

Lezione 14/04/2011

Parole Chiave:
-Ingegneria
-Leonardo Da Vinci
-Natura
-Stampa
"Leonardo Da Vinci"
Ricominciamo... Siamo nel Quattrocento. Le due date equivalentemente fondamentali di questo periodo sono due: 1453 (caduta del Sacro Romano Impero d'Oriente) e 1492 (scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo). Queste due date si equivalgono perché causarono più o meno in concomitanza il decentramento del potere da Roma verso altri Paesi. Ma ciò portò anche al diffondersi di nuove culture come quelle arabe, e le rispettive conoscenze. Basti pensare alla tecnologia delle macchine di Erone di Alessandria (poi studiate da al-Jazari, che ne estrapolò i meccanismi e le trasformò da giocattoli a macchine reali e funzionali). Ciò portò quindi ad enormi cambiamenti. Quando si parla si questo periodo si pensa infatti alla fine del Medioevo ed all'inizio dell'Evo Moderno. In questo periodo nacquero infatti molti ottimi ingegneri, tra cui:
-Francesco Di Giorgio (Urbino)
-Roberto Valturio (Rimini)
-Mariano Di Iacopo, detto "il Taccola" (Siena).
"La Gioconda"
Come probabilmente avrete notato tra questi non ho citato il più grande di tutti i tempi: Leonardo Da Vinci. Giusto però sottolineare che Leonardo, nonostante il suo genio, inventò solo una parte delle macchine che disegnò, ma egli ebbe maggior successo dei suoi predecessori perché, essendo artista oltre che ingegnere, aveva una grande padronanza della penna, dando così un grande appeal estetico ai suoi meravigliosi disegni. Ovviamente questo spiega solo una piccola parte della gloria di Leonardo, poiché grande riconoscenza gliela si deve per le macchine da lui progettate, quasi futuristiche dato che non si era mai visto nulla di simile prima, che hanno fatto scoprire al mondo un nuovo modo di pensare. Peccato che molte delle sue macchine, la maggior parte belliche, non siano mai state realizzate, poiché a quel tempo non si avevano né i materiali né le tecnologie adatte per costruire i suoi ingegni. 
"L'uomo vitruviano"
Notare che Leonardo Da Vinci fu contemporaneo di Albrecht Durer. Entrambi ingegneri, entrambi artisti, entrami disegnarono la natura da un punto di vista scientifico, che vissero nell'alba della stampa a caratteri mobili. Ecco il punto: la stampa. La stampa a caratteri mobili fu creata infatti tra il 1443 ed il 1450 da Gutenberg, che riuscì nel suo intento solo grazie ad una sempre più raffinata cultura chimica e dei metalli, che portò ad una rinnovata precisione della meccanica. La differenza tra Durer e Da Vinci fu proprio che mentre il primo sposò tutte le nuove tecnologie, come appunto la stampa, il secondo non ne adotta nessuna, tanto che non abbiamo neanche uno stampato di Leonardo. Fu così, grazie a questa scelta, che si creò il mito di Leonardo, l'ultimo degli scienziati medioevali.
Detto questo vi lascio ad una galleria di immagini delle più belle creazioni di Leonardo Da Vinci, insieme a cinque video di una puntata del programma "Doing Da Vinci", puntata in cui riproducono una delle più famose (e terribili) macchine di Leonardo: il carro armato.


"Le Ali"

"L'Elicottero"

"Il Carro Armato"

"La Mitragliatrice"


"Il Carro Armato" - PARTE 1

"Il Carro Armato" - PARTE 2

"Il Carro Armato" - PARTE 3

"Il Carro Armato" - PARTE 4

"Il Carro Armato" - PARTE 5

giovedì 31 marzo 2011

Lezione 31/03/2011

Parole Chiave:
- Costruire
- Artefatti
- Roma
- Acqua
- Architettura
"Acquedotto Romano Pont du Gard (Nimes)"
Nella lezione odierna, dopo aver ricalcato il concetto fondamentale di consapevolezza che sta alla base della storia e di tutto ciò che siamo e sappiamo di essere, abbiamo accurato le differenze principali tra storia, tecnica e scienza. Proprio riguardo quest'ultima abbiamo precisato la definizione di modello. Riguardo alla tecnica, chiamata dagli storici "tacit culture", abbiamo detto che questa produce degli artefatti (in latino ars = tecnica). Questi possono essere chiamati artificiali solo se  questi mirano ad imitare qualcosa che già esiste in natura.
"Pantheon"
Detto questo abbiamo iniziato un nuovo argomento: Roma. Grande importanza nello sviluppo della citta eterna l'hanno avuta senza dubbio gli acquedotti, grande trovata tecnologica dell'epoca e fondamentali per la sopravvivenza poichè portavano l'acqua in "periferia", o dove altrimenti non sarebbe mai potuta arrivare. Inutile dire che questo cambiò radicalmente le condizioni di vita dell'epoca! Riguardo a questi ci sono diversi libri antichi che ne parlano. Uno di questi è il "De aquaeductu urbis Romae" di Sesto Giulio Frontino che ci spiega come funzionavano gli acquedotti, come e da chi veniva ripartita l'acqua. Per noi è molto importante anche il "De Architectura" di Vitruvio, trattato diviso in dieci libri che spiega invece come costruivano i romani. Fondamentale specialmente il libro VIII che parla dell'idraulica, cosa che non fa il trattato del Frontino.
Come ultima cosa vi lascio il link di un video su Youtube che collega perfettamente il mondo videoludico a ciò di cui abbiamo parlato. Il videogioco in questione è Assassin's Creed Brotherhood, videogame del 2010 ambientato nel Cinquecento, con una Roma rappresentata in tutto il suo splendore che fa da sfondo alla storia principale a cui partecipano da co-protagonisti anche personaggi come Leonardo da Vinci e Niccolò Machiavelli. Questo è un esempio perfetto di tecnica poichè l'architettura romana è riprodotta in modo maniacale (acquedotti compresi), e si ha la possibilità di usare perfino le macchine di Leonardo. Quindi... Buona visione!!